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Tutela delle indicazioni di provenienza

Chi utilizza un’indicazione di provenienza ingannevole rischia di essere perseguito civilmente e penalmente.
 
Con la revisione della legge sulla protezione dei marchi (LPM) del 1° gennaio 2017 sono stati introdotti nuovi strumenti di lotta alle utilizzazioni illecite, come, ad esempio, il registro delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche per i prodotti non agricoli. L’Ufficio federale dell'agricoltura tiene un registro analogo per i prodotti agricoli. I due registri consentono ai titolari di un marchio di beneficiare di una protezione più efficace. Allo stesso fine è stato introdotto anche il marchio geografico, che agevola l’attuazione della protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine in Svizzera e all’estero.
 
L'IPI può sporgere querela penale a nome della Confederazione e intentare un'azione civile. Possono intentare un’azione civile anche le associazioni di categoria e di consumatori, che svolgono un ruolo chiave nell’attuazione dei diritti.

In genere il diritto svizzero non è applicabile all'estero, ragion per cui l'attuazione della protezione delle indicazioni di provenienza è particolarmente difficile. Gli accordi internazionali proteggono sì la designazione «Svizzera» e la croce svizzera, ma l'efficacia dell’attuazione dipende dalla legislazione nazionale.

  

Come è sanzionato l'utilizzo abusivo di segni pubblici?

  

Chiunque utilizzi segni pubblici intenzionalmente e illecitamente è punito con una pena detentiva fino a un anno o con una pena pecuniaria. Se agisce per mestiere, l’autore del reato è punito con una pena detentiva fino a cinque anni o con una pena pecuniaria. È prevista una pena massima di 360 aliquote giornaliere che possono equivalere a un importo massimo di CHF 1 080 000.

Anche l'utilizzo abusivo della designazione «Svizzera» è punito con una pena detentiva fino a un anno o con una pena pecuniaria. Se agisce per mestiere, anche in questo caso l’autore del reato è punito con una pena detentiva fino a cinque anni o con una pena pecuniaria.

La nuova legge prevede un inasprimento degli strumenti per la lotta agli abusi. A partire dal 1° gennaio 2017 l'IPI può sporgere querela penale a nome della Confederazione e intentare un'azione civile. Anche le associazioni di settore e le organizzazioni di protezione dei consumatori possono ormai intentare un'azione civile.

  

Qual è il ruolo delle associazioni di settore e delle organizzazioni di protezione dei consumatori nell'attuazione della legislazione Swissness?

  

Le associazioni di settore e le organizzazioni di protezione dei consumatori svolgono un ruolo chiave nell'attuazione della legislazione Swissness. Le associazioni di settore sono legittimate ad agire contro gli usi abusivi a livello di legge e questa possibilità deve essere sfruttata.

  

L'ente pubblico dispone di altri strumenti per tutelare i propri stemmi?

  

Per tutelare l'interesse pubblico relativo all'utilizzo lecito degli stemmi e delle designazioni ufficiali l'ente pubblico colpito può intentare un'azione civile.

 

Può chiedere l'intervento delle autorità doganali, che sono autorizzate a trattenere la merce illecitamente contrassegnata con uno stemma pubblico. Se entro il termine definito non viene avviata una procedura giudiziaria ordinaria la merce viene liberata.

  

Come sono attuate all'estero le nuove disposizioni sull'utilizzo della designazione «Svizzera» e della croce svizzera?

  

In genere il diritto svizzero non è applicabile all'estero. L'attuazione della protezione delle indicazioni di provenienza è quindi particolarmente difficile.

 

Gli accordi internazionali in vigore proteggono la designazione "Svizzera" e la croce svizzera, ma l'attuazione efficace dipende dalla legislazione nazionale.

 

In futuro in Svizzera sarà possibile registrare le indicazioni geografiche. Il relativo registro consentirà ai titolari di un marchio di beneficiare di una protezione più efficace anche all'estero.