Biodiversità e proprietà intellettuale

La diversità biologica (biodiversità) e la proprietà intellettuale sono interconnesse a più livelli non sempre subito evidenti. Uno di questi sono i conflitti di interesse tra i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo.


Le aziende localizzate principalmente in Paesi industrializzati e in transizione, che si avvalgono di metodi di ricerca e di sviluppo innovativi, fanno uso di risorse genetiche per i loro prodotti e processi. Per queste aziende è importante disporre di una protezione solida della proprietà intellettuale in modo da tutelare le proprie innovazioni e recuperare gli investimenti, solitamente considerevoli, effettuati.

Gran parte del materiale genetico impiegato proviene tuttavia da Paesi in via di sviluppo, i quali contestano a tali aziende di procurarsi diritti di proprietà intellettuale che non spettano loro poiché si fondano su risorse genetiche e sapere tradizionale dei Paesi in via di sviluppo.

Questo conflitto di interessi solleva diversi interrogativi, che evidenziano in modo particolare il legame tra la biodiversità e la proprietà intellettuale (segnatamente il diritto dei brevetti):

  • Chi può utilizzare le risorse genetiche?
  • In che modo possono essere impiegate?
  • Le innovazioni create in base a questi materiali possono essere protette da brevetti?
  • Quali sono i provvedimenti da adottare per prevenire il rilascio di brevetti ingannevoli e gli abusi?
  • Come possono essere ripartiti in maniera giusta ed equa i benefici derivanti dall'utilizzazione delle risorse genetiche?