Nuova prassi di rilascio dei certificati protettivi complementari

L’IPI cambia la sua prassi di rilascio dei certificati protettivi complementari (CPC) con effetto retroattivo a decorrere dall’11 giugno 2018 a seguito della decisione del Tribunale federale (TF) 4 A_576/2017 «Tenofovir» dello stesso giorno.

Nella sua sentenza il TF stabilisce che il prodotto da proteggere deve essere descritto nelle rivendicazioni in maniera riconoscibile per una persona esperta. La nuova prassi è in linea con quella recentemente adottata dalla Corte di giustizia delle Comunità europee (CGUE), secondo cui il prodotto da proteggere con il CPC deve essere menzionato nelle rivendicazioni del brevetto di base («Medeva», C-322/10) o rinviare tacitamente, ma necessariamente e in modo esplicito, al principio attivo/alla combinazione di principi attivi («Eli Lilly», C-493/12). Con la decisione presa nel caso «Tenofovir» il TF si distanzia dalla prassi risalente al caso «Fosinopril» (DTF 124 III 375), secondo cui si verificava che il prodotto rientrasse nel campo di protezione del brevetto di base («esame della violazione»).

Già nel 2014 l’IPI ha iniziato a elaborare, in collaborazione con le associazioni di consulenti in brevetti (ACSBE, ASCPI e ACBIS), AIPPI Svizzera, le associazioni dell’industria interessate (Interpharma, sciencindustries, vips e Intergenerika) e un esperto esterno, una modifica della prassi fondata sulla nuova giurisprudenza europea. All’inizio del 2017 l’industria farmaceutica ha chiesto che la modifica elaborata fosse attuata entro tempi brevi. Tuttavia, poiché nel frattempo il CPC poi oggetto della decisione del TF nel caso «Tenofovir» era stato impugnato in tribunale, si era mantenuta la vecchia prassi.

La nuova prassi è applicata con effetto retroattivo a decorrere dal momento della decisione del TF, ossia dall’11 giugno 2018, a tutte le richieste pendenti in quella data. Le cerchie interessate sono state tempestivamente informate in merito.  La modifica di prassi è attuata nel capitolo 13.2.1 delle direttive per l’esame relativo al contenuto delle domande di brevetto nazionali e riprende i principi d’esame elaborati collettivamente così come sono stati comunicati alle cerchie interessate in data 22 marzo 2017. IPI e cerchie interessate hanno elaborato una serie di esempi fittizi tesi a illustrare la modifica in modo più chiaro.

Felix Addor (felix.addornot shown@ipito make life hard for spam bots.ch, 031 377 72 01) e Beatrice Stirner (beatrice.stirnernot shown@ipito make life hard for spam bots.ch, 031 377 72 63) sono a disposizione per rispondere a eventuali domande e fornire ulteriori spiegazioni.

  
IT: War diese Seite hilfreich?

Questa pagina è stata utile?*

  

Offerte d’impiego