Direttive in materia di marchi: modifiche di prassi dal 1° gennaio 2019

  
  

Secondo la Parte 5, n. 4.4.2.7.3, secondo paragrafo delle Direttive del 1° gennaio 2019, le indicazioni riguardanti la forma dei prodotti sono trattate diversamente da quelle che riguardano altri aspetti della loro presentazione. Questa prassi non è più in vigore dal 1° luglio 2019. Sulla base della decisione del Tribunale amministrativo federale TAF B-7402/2016 – KNOT, per respingere la domanda di registrazione, non basta più che la forma descritta non sia inattesa per i prodotti interessati, bensì tale forma deve essere comunemente usuale oppure riferirsi ai vantaggi pratici d’uso.

 

Entrata in vigore: 1° luglio 2019

Capitolo delle Direttive interessato: Parte 5, n. 4.4.2.7.3 Indicazioni relative alla presentazione

Pubblicazione: Newsletter 2019/07 Marchi

  
  

Secondo la Parte 5, n. 4.4.2.7.8, primo trattino delle Direttive del 1° gennaio 2019, le designazioni di colore appartengono al dominio pubblico se il colore in questione rappresenta un criterio d’acquisto per il prodotto. Questa prassi è stata modificata a partire dal 1° luglio 2019. Sulla base della decisione del Tribunale amministrativo federale TAF B-7196/2015 – MAGENTA, un segno è in linea di massima respinto solo se, per i prodotti interessati, il colore in questione è caratteristico o tipico, cioè utilizzato con maggiore frequenza rispetto ad altri colori, o se ha un qualche altro significato particolare. Gli altri motivi di rifiuto elencati in questo numero delle Direttive non sono interessati dalla modifica di prassi.

 

Entrata in vigore: 1° luglio 2019

Capitolo delle Direttive interessato: Parte 5, n. 4.4.2.7.8 Designazioni di colore

Pubblicazione: Newsletter 2019/07 Marchi

  
  

Secondo la Parte 4, n. 2.2.2, ultimo paragrafo e n. 2.3, terzo paragrafo delle Direttive del 1° gennaio 2019, il depositante riceve una fattura anche per le tasse internazionali. Avendo l’IPI ritirato la notifica ai sensi della Regola 34.2)b) del Regolamento di esecuzione comune all’Accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi ed al Protocollo relativo a tale Accordo (ResC), a partire dal 1° gennaio 2020 le tasse internazionali devono essere corrisposte direttamente all’OMPI. L’IPI riscuote ora unicamente le tasse nazionali.

 

Entrata in vigore: 1° gennaio 2020

Capitoli delle Direttive interessati: Parte 4, n. 2.2.2 Contenuto ed esame della domanda da parte dell’Istituto e n. 2.3 Designazioni successive («désignation postérieure»; art. 3ter 2) PM, regola 24 ResC)

Pubblicazione: Newsletter 2019/08-09 Marchi

  
  

Secondo la Parte 3, n. 1 e la Parte 6, n. 2.1 delle Direttive del 1° gennaio 2019, le domande di modifica di registro e gli atti di opposizione possono essere trasmessi all’IPI mediante fax. Dal 1° gennaio 2020 l’IPI ha tuttavia soppresso questo canale di comunicazione.

 

Entrata in vigore: 1° gennaio 2020

Capitoli delle Direttive interessati: Parte 3, n. 1 Introduzione e Parte 6, n. 2.1 Atto di opposizione

Pubblicazione: Newsletter 2019/10 Marchi

  
  

A partire dal mese di gennaio 2020, nell’ambito dei marchi è possibile richiedere la ricezione degli atti dell’IPI per via elettronica. Per beneficiare di questo servizio occorre registrarsi su una delle due piattaforme riconosciute (Privasphere o Incamail) e attivare l’indirizzo di posta elettronica per le comunicazioni ufficiali (eGov). La comunicazione elettronica con l’IPI è possibile solo se entrambe queste condizioni sono soddisfatte.

 

Entrata in vigore: 1° gennaio 2020

Capitolo delle Direttive interessato: in particolare Parte 1, n. 5.1 Procedura scritta – canali di comunicazione (complemento)

Pubblicazione: Newsletter 2020/01 Marchi e Newsletter 2020/02 Marchi

  
  

Secondo la Parte 5, n. 9.3.3.1 delle Direttive del 1° gennaio 2019, nella rivendicazione di colore negativa tesa a escludere il rischio di confusione, la raffigurazione di una croce bianca su sfondo nero non è menzionata esplicitamente. Tuttavia, ai sensi delle Direttive anche questa raffigurazione può essere confusa con la croce svizzera (cfr. Direttive, Parte 5, n. 9.3.2.1 e 9.3.3.1). Al fine di evitare qualsivoglia ambiguità nel registro, dal 1° marzo 2020 l’IPI accetta unicamente le rivendicazioni di colore negative dal tenore seguente: la croce contenuta nel segno non sarà riprodotta né in bianco su sfondo rosso, né in bianco su sfondo nero, né in altri colori che possano indurre a confusione con la croce svizzera.

 

Entrata in vigore: 1° marzo 2020

Capitolo delle Direttive interessato: Parte 5, n. 9.3.3.1 Stemma svizzero, croce svizzera e bandiera svizzera

Pubblicazione: Newsletter 2020/02 Marchi

  
  

Secondo le Direttive del 1° gennaio 2019 (Parte 5, n. 8.5.1.1), le indicazioni incluse in una lista o in un registro tenuti in virtù di un accordo bilaterale sulla protezione delle indicazioni di provenienza (compreso l'Accordo settoriale) sono fittiziamente note alle cerchie interessate in Svizzera. Ciò non è più il caso, in quanto l'IPI a partire dal 1° agosto 2020 ha cambiato la sua prassi. Un nome geografico figurante in un accordo bilaterale è d’ora in avanti considerato distintivo e quindi non appartenente al dominio pubblico ai sensi dell'art. 2 lett. a LPM, se sono cumulativamente soddisfatte le seguenti condizioni:

 

1. La lista dei prodotti e servizi è limitata conformemente alla prassi (cfr. a questo proposito: Direttive, Parte 5, n. 8.6.5.1).

 

2. Il segno è registrato come marchio:

  • a) nel Paese di origine (la registrazione presso l'EUIPO non è sufficiente). A questo proposito, l'oggetto della protezione del segno rivendicato come marchio in Svizzera non può andare oltre quello definito dalla registrazione nel Paese d'origine. Pertanto, l'IPI può accettare un marchio che combina un nome geografico con un altro termine e/o un elemento figurativo non distintivi se tale nome geografico è registrato da solo quale marchio verbale nel Paese di origine; il caso inverso non è tuttavia possibile.
  • b) per gli stessi prodotti (o servizi a seguito dei trattati con la Federazione Russa, la Giamaica e la Georgia),
  • c) a favore dello stesso titolare (o del suo successore).

 

3. Il nome geografico non è noto al pubblico svizzero secondo i criteri abituali (cfr. Direttive, parte 5, capoverso 8.4.2).

 

Entrata in vigore: 1° agosto 2020

Capitolo delle Direttive interessato: Parte 5, n. 8.5.1.1 Carattere distintivo [delle indicazioni di provenienza dirette]

Pubblicazione: Newsletter 2019/07-08 Marchi

  
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