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Indicazioni di provenienza

Contrariamente ai marchi, che contraddistinguono i prodotti o i servizi di una determinata azienda, le indicazioni di provenienza rinviano alla loro provenienza geografica. In altri termini, indicano la regione di produzione o trasformazione del prodotto. Questo tipo di indicazione è utilizzato per le derrate alimentari, i prodotti agricoli, i prodotti industriali e i servizi.

Le indicazioni di provenienza non devono essere ingannevoli: un importatore svizzero di mele italiane non può, ad esempio, utilizzare un’indicazione di provenienza svizzera.

Marchi e indicazioni di provenienza sono complementari. Un produttore di fragole del Seeland può sfruttare il proprio marchio per distinguersi dalla concorrenza locale: un marchio verbale, per esempio, consente di distinguere le fragole «MÜLLER» del Seeland dalle fragole «TROILAC» del Seeland.

  
  

La legge sulla protezione dei marchi tutela tutte le indicazioni di provenienza contro gli utilizzi abusivi senza che sia necessario registrarle.

  
  

La Svizzera aderisce a due trattati dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) tesi a proteggere le indicazioni di provenienza. La Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale vieta l'utilizzo di indicazioni ingannevoli circa la provenienza dei prodotti e l'Accordo di Madrid sulla repressione delle false o ingannevoli indicazioni di provenienza prevede misure contro gli utilizzi commerciali abusivi.

All'estero la protezione delle indicazioni di provenienza svizzera è assoggettata alla legislazione del Paese interessato.

Con diversi Stati la Svizzera ha concluso accordi bilaterali di libero scambio o accordi specifici tesi ad agevolare o garantire tale protezione e a far sì che i criteri di provenienza definiti nel diritto svizzero trovino applicazione.