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Feste di lotta svizzera, re e lottatori incoronati

La lotta svizzera, lo sport nazionale non ufficiale del Paese, conquista persone di ogni età. Diamo uno sguardo a una tradizione antica che, in materia di diritti di protezione, si rivela sorprendentemente moderna.

La tradizionale festa di Schwägalp-Schwinget in una suggestiva cornice alpina  (Foto: Yvonne Bühler)
La tradizionale festa di Schwägalp-Schwinget in una suggestiva cornice alpina (Foto: Yvonne Bühler)

Secondo l’associazione che organizza la Festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri (ESAF), la lotta svizzera affonda le sue radici nel Medioevo. Oggi questa forma di combattimento è una delle «tradizioni viventi» del nostro Paese e ha conosciuto un autentico boom negli ultimi anni, come dimostra, tra l’altro, l’elevato numero di marchi registrati.

 

ESAF, feste di lotta svizzera e l’«Unspunnen»

Il primo tra i titolari di marchi nell’ambito della lotta svizzera è l’Associazione federale di lotta svizzera, titolare tra l’altro del marchio «ESAF» (n. CH 679 063), l’acronimo ufficiale della Festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri (in tedesco «Eidgenössisches Schwing- und Älplerfest»), che ha luogo ogni tre anni in diverse località. In Svizzera si svolgono ogni anno oltre 100 tornei di lotta svizzera, dalle manifestazioni cantonali alle competizioni regionali, fino ai festival più tradizionali come lo «Schwägalp-Schwinget» (n. CH 730 903). La lotta, in tedesco chiamata «Schwingen», è praticata anche nello «Unspunnen» (n. CH 641 576), la leggendaria festa dei giochi alpestri.

 

Re della lotta svizzera e lottatori incoronati

All’ESAF viene assegnato il titolo più prestigioso nello sport della lotta svizzera, quello di «Schwingerkönig» (re della lotta; n. CH 611 642). I migliori lottatori di questi festival, tra cui figurano, oltre alle manifestazioni organizzate a livello federale, celebri appuntamenti come lo Schwägalp-Schwinget (n. CH 730 903) e le feste di associazioni regionali e cantonali, ricevono una corona («Kranz» in tedesco) e possono fregiarsi del titolo di «Kranzschwinger» (n. CH 743 434 e 743 435). Chi vince una «corona» (n. CH 743 433) alla festa federale, ossia il 15–18 per cento circa dei lottatori partecipanti, ottiene il titolo di «incoronato» (in tedesco «Eidgenosse»), una denominazione utilizzata oggi anche da diversi marchi per promuovere prodotti come formaggi, birre e vini o sigarette.

 

Simboli folcloristici, pantaloni da lotta e camicie Edelweiss

Oltre ai termini legati alla lotta svizzera, per esempio «Hoselupf» (n. CH 694 042), che letteralmente significa «sollevamento per i pantaloni» ed è il termine colloquiale utilizzato come sinonimo di lotta svizzera, sono protetti dal diritto dei marchi anche alcuni elementi e simboli folcloristici, come quelli che si incontrano molto spesso durante i tornei di lotta. Basti pensare ai marchi verbali o figurativi «Jodler» (n. CH 798 816) o «Alphorn» (corno delle Alpi), registrati per diversi prodotti e servizi. Inoltre, nelle feste di lotta si incontra molto spesso il simbolo della stella alpina («Edelweiss») usata da diversi marchi, tra l’altro come simbolo sulle note camicie Edelweiss, indossate anche dagli spettatori, i cui motivi sono in diversi casi protetti come design (p. es. numero di design 147720). Sono infine protetti come marchio figurativo anche i pantaloni in tela robusta indossati dai lottatori («Zwilchhosen», n. CH 710 651), che li afferrano per gettare l’avversario nella segatura con determinate prese e movimenti, per esempio il «Kurz», l’«Hüfter» o il «Gammen».

 

Testimonial, diritti d’immagine e sponsorizzazioni

La popolarità della lotta svizzera nel nostro Paese, dove è diventata ormai uno sport di tendenza, è dimostrata anche dai milioni di spettatori incollati davanti alla televisione durante le grandi manifestazioni come l’ESAF. Le trasmissioni televisive e i diritti d’immagine sono disciplinati da norme rigorose. I campioni della lotta svizzera, tra cui Christian Stucki (v. n. CH 742 797) e Staudenmann Fabian (v. n. CH 826 968), sono testimonial molto richiesti grazie alla loro credibilità e autenticità. La proprietà intellettuale è sempre più presente anche tra i premi, ad esempio sotto forma di brevetti, marchi e design protetti: oltre ai premi in natura per i primi classificati, tra cui il tradizionale toro chiamato «Siegermuni», e ai premi d’onore, oggi si moltiplicano i premi sponsorizzati, come sci, biciclette elettriche o elettrodomestici, che i «Bösen» (letteralmente i «Cattivi», termine colloquiale per designare i lottatori migliori) possono scegliere al termine della competizione, in ordine decrescente in base al piazzamento in classifica.

 

BUONO A SAPERSI

Il marchio è un segno che permette di distinguere prodotti e servizi. Lo sviluppo e la cura di questo titolo di protezione richiedono spesso investimenti importanti in termini di tempo e denaro che ne determinano l’immenso valore. Un marchio consente di distinguersi dalla concorrenza, di contrassegnare un prodotto come proprietà intellettuale e di tutelarsi dagli opportunisti.

 

Un marchio è protetto unicamente per i prodotti o servizi definiti al momento del deposito e per i quali si intende utilizzarlo, ad esempio il marchio Beltina per biciclette e riparazione di biciclette. Le classi di prodotti e servizi vanno scelte con cura e lungimiranza. Dopo la registrazione non è infatti più possibile estendere la protezione ad altri prodotti o servizi.

 

Se il segno in questione assomiglia a un marchio, a un nome di dominio o a una ragione commerciale (ditta) già registrati al punto da comportare un rischio di confusione, è possibile che i due segni entrino in conflitto. Dal momento che questo aspetto non è verificato nell’ambito dell'esame del marchio, è opportuno effettuare autonomamente le ricerche necessarie per determinare se esistono segni identici o simili già registrati.

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