Tutto inizia nel 2018 con un avventuroso viaggio in Thailandia, che Sandra Gschwend e Christian Diethelm intraprendono individualmente e da cui tornano come coppia e futuri soci in affari. Il viaggio ispira la scelta del nome dell’azienda, «böörds», e il suo primo prodotto: un sistema di chiusura intelligente per sacchetti alimentari. Nello stesso anno i due soci registrano il marchio «Tütenhüter» presso l’IPI. 17 mesi dopo, la start-up partecipa al programma televisivo «Höhle der Löwen Schweiz» e nel 2020 vince un premio per giovani talenti delle FFS. Oggi i suoi prodotti, fabbricati in Svizzera, sono disponibili in oltre 450 negozi specializzati sul territorio nazionale e vengono venduti in tutta l’UE tramite il negozio online.
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20.02.2026 | Marchi, Dienstleistungen - OnlineServices
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«Un investitore ha criticato la scelta del nome in tedesco»
Fondata nel 2018, l’azienda «böörds» è diventata famosa grazie a «Tütenhüter», un sistema di chiusura per sacchetti alimentari prodotto in Svizzera. Nel 2021 l’azienda ha lanciato «Tubeschruberi», un ausilio spremitubetti multifunzionale. In questo articolo la titolare racconta come sono nati i due marchi e parla della sua esperienza.
Sandra, come ha trovato il nome «Tütenhüter» per il suo primo prodotto?
Di ritorno dal viaggio da cui ha preso avvio la nostra start-up, abbiamo organizzato un brainstorming con gli amici. Su uno dei tanti post-it qualcuno ha scritto l’idea «Tüten hüten» (letteralmente: custodire sacchetti). La proposta è piaciuta subito a tutti. Io e il mio partner di allora, Christian, volevamo però un sostantivo. Così è nato il nome «Tütenhüter». Nel complesso posso dire che la fase di ricerca e scelta del nome è stata molto divertente.
Cosa è stato importante nella scelta del nome?
Anche se avevamo già alcune idee per un nome in inglese, abbiamo optato consapevolmente per un nome in tedesco, perché volevamo affermare il marchio soprattutto nell’area germanofona (Svizzera, Austria, Germania). Quando abbiamo partecipato al programma televisivo per start-up «Höhle der Löwen Schweiz», questa scelta è stata subito criticata. Un investitore ha affermato che il nome avrebbe limitato lo sviluppo dell’azienda e ci avrebbe precluso l’accesso ai mercati di lingua inglese. Lo stesso investitore ha inoltre osservato che i nomi con dieresi risultano particolarmente problematici a livello internazionale. Tuttavia, i nostri prodotti si vendono molto bene anche in Svizzera romanda e, dal 2025, sono distribuiti in tutta Europa. È la prova che il nome in tedesco non pone grossi problemi. In fin dei conti si tratta di un marchio: non è indispensabile che si capisca in inglese o in francese.
Quindi oggi non lo cambierebbe?
No. Il nome «Tütenhüter» è un elemento distintivo del marchio e suscita simpatia. Alcune persone potrebbero anche immaginare che significhi delle cose strane. È proprio questo, secondo me, a farne un buon marchio: non è ovvio o banale, incuriosisce e induce le persone a parlarne, anche sui social media. Questo ci ha sicuramente aiutato.
Qual è la vostra strategia di marchio?
Seguiamo una strategia di marchio mantello, in cui il nome dell’azienda «böörds» funge da marchio principale. Fin dall’inizio abbiamo puntato non solo a promuovere i singoli marchi di prodotto, ma anche a sviluppare e rafforzare il marchio mantello, così da renderlo riconoscibile e poter poi lanciare altri prodotti sotto lo stesso marchio.
Come è nato il nome «böörds»?
«böörds» è la trascrizione fonetica della parola inglese «birds». L’idea ci è venuta durante il nostro viaggio in Thailandia. Nel minibus ascoltavamo molte canzoni in svizzero-tedesco, come «Uf u dervo» di Gölä o «E Vogel ohni Flügel» di Peter Reber, dove gli uccelli rappresentano la libertà e l’indipendenza, proprio ciò che volevamo ottenere avviando un’attività in proprio. Le due «ö» stanno per Christian e Sandra, i due fondatori.
Come si è svolto il processo creativo per la realizzazione del logo?
Per prima cosa abbiamo incaricato una grafica di creare un logotipo per il marchio verbale «Tütenhüter». Dato che Christian ed io siamo persone allegre, volevamo che le «Ü» fossero rappresentate in forma di smile. La grafica ha suggerito un’altra soluzione proponendoci di rappresentarci all’interno del logo. Così che le dieresi delle Ü simbolizzano le nostre teste, rivolte l’una verso l’altra.
L’idea ci è piaciuta e abbiamo voluto applicarla anche al marchio mantello. Così, per «böörds» abbiamo pensato di combinare la doppia «Ö» con il simbolo dell’infinito che ci raffigura seduti l’uno di fronte all’altra.
Come sono nati i marchi figurativi che utilizzate insieme ai marchi verbali «Tütenhüter» e «Tubeschruberi»?
Il linguaggio visivo è molto importante per la nostra identità di marchio. Quando abbiamo creato il nome «Tütenhüter», abbiamo subito associato il nome a una persona reale: un signore curato, con i baffi a manubrio, attento a evitare lo spreco alimentare e diligente nel chiudere i sacchetti. La sera stessa abbiamo preparato un briefing per un caricaturista, che con grande cura ha disegnato a mano il personaggio. Circa tre anni dopo abbiamo creato un secondo personaggio, questa volta femminile: «Tubeschruberi». Questi due personaggi servono a raccontare una storia e a dare ai prodotti un carattere e una personalità. Produrre in Svizzera è costoso. Bisognava curare l’aspetto estetico in modo che i nostri prodotti potessero essere acquistati anche come articoli regalo.
Perché avete deciso di proteggere il marchio?
Prima di creare la start-up, Christian ed io avevamo lavorato nel settore dello sviluppo di prodotti. Per noi era naturale registrare un marchio dopo la sua creazione. Abbiamo quindi sempre protetto tutti i marchi anche come nome di dominio. Oltre che come boeoerds.ch, böörds.ch e tütenhüter.ch, tutti i nomi sono registrati come domini .de, .at e .com. reindirizzati a www.böörds.ch.
Prima del deposito della domanda avete effettuato una ricerca sui marchi o verificato il potenziale di conflitto?
Sì, abbiamo fatto tutte le ricerche necessarie e verificato se esistesse già qualcosa di simile.
Ci sono stati conflitti con marchi o prodotti simili?
C’erano prodotti simili: uno è scomparso dal mercato, l’altro non sembra avere molto successo. Lo «Swiss Made» ha contribuito al nostro successo. Inoltre, abbiamo creato marchi forti: per la concorrenza è difficile superarci.
Che consiglio darebbe a chi vuole fondare un’azienda?
Visto che «böörds» era un nome nuovo e inventato, nei primi anni non abbiamo avuto bisogno di ricorrere a Google Ads. Eravamo talmente unici che nei risultati di ricerca figuravamo sempre ai primi posti, a condizione che si conoscesse il nome «böörds». Consiglierei comunque di scegliere un nome che non esiste ancora.
Grazie mille per l'intervista Sandra!





